Mission

Il modello progettuale della cantina della Azienda Nesci per la trasformazione delle uve prodotte all'interno della stessa azienda si è sviluppato sui principi del completamento della filiera, della concentrazione delle risorse, della coerenza con la reale vocazione del territorio in un rapporto simbiotico prodotto = territorio, puntando alla realizzazione di un bene che non soddisfa solo un bisogno materiale, ma anche intellettuale per i suoi legami con la storia, la tradizione e la cultura dell'areale di origine. Nell'ambito del territorio, oggi identificato dall'IGT Palizzi, l’azienda Nesci ha sempre prodotto uva da vino e per tale motivo l'attuale titolare, forte della collaborazione della nuova generazione, ha riscontrato l’esigenza di dare un valore aggiunto al processo produttivo, con il potenziamento delle diverse fasi che identificano la filiera vitivinicola, volto all’ottenimento dei seguenti obiettivi:

  • Miglioramento della qualità dei prodotti
  • Ottimizzazione dei processi e dei relativi costi
  • Miglioramento della sicurezza e della qualità del lavoro
  • Incremento occupazionale
  • Miglioramento dell’impatto ambientale e conservazione dei paesaggi tradizionali
  • Ottenimento di prodotti nuovi a miglior penetrazione di mercato per rapporto qualità/prezzo
  • Crescita della potenzialità produttiva e del fatturato
  • Integrazione del progetto con l’aspetto di valorizzazione e sviluppo del territorio

La Cantina

Per la realizzazione della cantina si è proceduto alla ristrutturazione del vecchio "catoio" datato 1896, sulla base dei vincoli di restauro conservativo imposto dalla locale sovrintendenza, ed il contestuale ampliamento, integrato nel contesto tipicamente rurale del territorio circostante, con magazzino, sala degustazione, barricaia e uffici.
Si è dunque  proceduto alla realizzazione una nuova cantina termo-condizionata, attrezzandola con le più moderne tecnologie quali cisterne di fermentazione a temperatura controllata per evitare i fenomeni "tumultuosi" e gestiti attraverso apposito software di governo della fase di vinificazione e successiva fermentazione malo lattica cosi da produrre vini di elevata qualità, anche attraverso l’affinamento e l’invecchiamento del vino prodotto in apposita barricaia dotata di  botti di rovere di Allier. Gli investimenti sono stati incentrati sull’introduzione di innovazioni tecnologiche nelle fasi di trasformazione, stoccaggio e imbottigliamento per il miglioramento qualitativo delle produzioni e la riduzione dei costi. Particolare attenzione è stata rivolta all’utilizzo di tecniche e investimenti per il risparmio energetico, la protezione dell’ambiente ed il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie della cantina.
L'azienda Nesci intende dedicarsi alla produzione di vini IGT rossi, bianchi e rosé. La trasformazione del prodotto all'interno di un'area identificata dal marchio IGT in una struttura moderna ed efficiente consentirà, oltre all’aumento dei vini in bottiglia, una maggiore integrazione con le attività connesse allo sviluppo rurale, quali agriturismo, itinerari enogastronomici, attività culturali, ecc.

La Nostra Storia

La famiglia Nesci vanta origini antichissime. Oriunda messinese, si era trasferita nel corso del XVII secolo a Palizzi e poi a Reggio, avendo cura di coltivare ed accrescere il proprio patrimonio culturale e terriero. Il patrimonio della famiglia Nesci, a far data dal XIX secolo, era appannaggio dei fratelli Antonio e Domenico, entrambi scapoli ma con tre nipoti, Francesco, Giuseppe e Domenico, nati dal fratello Vincenzo, morto in giovane età. I due fratelli, di comune intesa, lo divisero lasciando al primo la cura dei beni in Palizzi e Bova ed al secondo i fondi in Pellaro, che ebbero cura di seguire con mentalità pressoché feudataria, retriva al progresso ed all'innovazione di prodotto e di processo ed incentrata sulla rendita di posizione. Alla morte, Domenico lasciò tutti i suoi beni ai due nipoti Francesco e Giuseppe mentre Antonio lasciò tutto ai pronipoti Vincenzo e Francesco Saverio, figli di Domenico.
Francesco, alla morte lasciò tutti suoi beni, ai nipoti Vincenzo e Francesco Saverio. Giuseppe, in vecchiaia, cedette tutti suoi beni a Francesco Saverio.
Vincenzo, morto nel 1924, lasciò tutti suoi beni ai tre figli Domenico, Antonio e Maria Cristina mentre Francesco Saverio, morto nel 1951, lascia quasi tutto ai due nipoti maschi.
Domenico, nato nel 1922, continua a curare i fondi di Pellaro interessati prevalentemente da bergamotteti, vigneti ed uliveti mentre Antonio, nato nel 1924, si interessa delle proprietà di Palizzi, coltivate sempre a bergamotto, uliveti e vigneti ma anche a gelsomino, seminativi, pascoli e boschi. Da Domenico sono nati Vincenzo, residente in Algeria e Presidente ed Amministratore Delegato di Djezzy, primo operatore di telefonia mobile mobile del paese, Francesco Saverio, professore ordinario di Economia Agraria presso l'Ateneo reggino, e Clotilde (ora defunta).
Sarà Francesco Saverio a continuare l'attività di imprenditore agricolo, intrapresa con spirito progressista avviata con la ristrutturazione e l'ampliamento degli impianti esistenti, soprattutto bergamotto, ulivo e vigne. E proprio per valorizzare il prodotto ottenuto dalle vigne messe a dimora alla fine degli anni '90 su una superficie di circa 10 ettari, decide di ristrutturare il vecchio "palmento" edificato nel 1898 da Giuseppe Nesci per realizzare uno stabilimento tecnologicamente avanzato, entrato in funzione nel 2015.
Dei tre figli di Francesco Saverio ed Adele Sarlo, Anna Maria è in magistratura, Maria Grazia, laureanda in architettura, si occupa già dell'allestimento della nuova cantina, mentre Alberta, laureanda in economia aziendale, si occupa della direzione tecnica e commerciale della stessa.